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Monrio MC207 
 
Un ampli a transistor dal suono valvolare. 
Perche? Per ascoltare ore e ore senza mai stancarsi. 
Solo questo ampli a transistor ci riesce. 
Se cerchi la morbidezza anche ad alti volumi la hai trovata. 
Ideale con le Usher 737
 
 
 
MC 207 — Dual-Mono Integrated Amplifier 
 
 
Gli amplificatori integrati della serie MC sono stati da sempre il cuore della produzione Monrio.La gamma MC era iniziata con l’MC202 a cui fece seguito l’MC200 e quindi l’MC205. Con l’MC207, Monrio introduce un’ulteriore versione aggiornata dell’MC205 con nuova veste estetica e miglioramenti nella circuitazione e nella scelta dei materiali. Il livello della qualità musicale è stato notevolmente incrementato fornendo ora una superba e ben amalgamata miscela di prestazioni, funzioni e musicalità. La circuitazione dell’MC207 si divide in due circuiti stampati. Il circuito stampato principale ospita lo stadio di potenza e l’alimentazione, mentre il circuito stampato secondario ospita lo stadio audio a basso livello. La topologia circuitale dello stadio di potenza è in configurazione quasi-complementare, tutti I transistor di uscita (12) sono NPN. I transistor di potenza impiegati sono del tipo ad alta corrente specificatamente disegnati per applicazioni audio. La potenza fornita è di 80 watt per canale a 8 ohm e 138 watt per canale a 4 ohm. Grazie alla sua particolare configurazione, l’MC207 è in grado di pilotare, senza difficoltà, diffusori anche a bassa impedenza.Per garantire il massimo isolamento tra i canali è stata scelta una configurazione totalmente dual-mono. Per l’alimentazione vengono impiegati due trasformatori toroidali per complessivi 400 VA, mentre per il filtraggio vengono impiegati ben otto condensatori elettrolitici da 10.000mF cadauno. Questo garantisce una notevole riserva di corrente per picchi e transienti.Ai cinque ingressi ad alto livello e all’uscita Tape, è stato aggiunto l’ingresso Direct. Tale ingresso permette di collegare l’amplificatore direttamente ad un Processore Audio/Video consentendo l’impiego dell’MC207 in un sistema Home Theater come amplificatore stereo per i canali frontali o per i canali Surround.Particolare cura è stata dedicata alla selezione degli ingressi, ottimizzando il circuito in modo da ottenere il massimo isolamento del segnale dal resto del circuito. La commutazione degli ingressi avviene tramite rele’ servo controllati da appositi circuiti logici. I rele’ utilizzati sono del tipo ermeticamente chiusi espressamente indicati per l’impiego nelle comunicazioni. I contatti sono in argento placcati oro. Questi garantiscono una minore resistenza di contatto e prestazioni inalterate nel tempo. L’MC207 è dotato di accensione ritardata ed è munito di protezioni contro sovraccarichi e corto circuiti all’uscita. Il pannello frontale è in alluminio dello spessore di 10mm finemente satinato e anodizzato. La manopola del volume è in alluminio ricavata dal pieno anch’essa finemente satinata e anodizzata.L’MC207 è disponibile nella versione base e nella versione “RM”. La versione RM è dotata di volume regolabile a distanza tramite l’apposito telecomando di cui è dotato. 
Specifiche Tecniche 
Output Power                        80 watts per channel into 8 ohms 
                             138 watts per channel into 4 ohms 
Total Harmonic Distorsion            0.03% (1kHz, 70 watts, 8 ohms) 
Frequency response                  10-100kHz, +/- 0.01 dB into 8 ohms 
Input Sensitivity                  380 mV for 75 watts into 8 ohms 
Input Impedance                  20k ohms 
Signal-to-Noise Ratio                  84dB — unweighted 
Mains Voltage                        220/240 V AC   
Mains Frequency                  50 Hz 
Inputs/Outputs                  Five high-level input (Tape-in, Tuner, CD, Aux1, Aux2) 
                             1 Tape Output 
                             1 Direct Input (A/V connection) 
                             2 Five-way binding posts per channel 
                             1 IEC AC mains connector 
Dimensioni                        430mm (l) x 80mm (a) x 310 mm (p) 
Peso                              15 Kg. circa 
 
Sicuramente un'alternativa a tanti nomi stranieri,oggi inutili nell'amplificazione di vera hifi a basso e medio prezzo . 
      
Torna a Monrio 
 
Mc207in02 
 
 
 
 
 
 
CIAO BELLA!Distributed in the UK by UKD,Monrio’s Asty proved a sweet little thing with few sonic nasties.The MC207 looks set to continue the theme, but just a little more upmar-ket at £1,100. Indeed, as soon as you pull this amp out of its box, it’s not hard to tell that there’s some serious componentry under the hood.The130x80x 310mm pressed steel casing is very solid, with a chunky 10mm anodised aluminium front panel, but this doesn’t completely explain its considerable mass. Removing the lid shows exactly where the MC 207 gets its weight – it is a dual mono design with two 200VA power supply transformers, rather than just onefeeding two mono circuits. The NOR-SE toroidal transformer units look hefty enough to power the whole amp solo, so two of them should create quitesome fireworks! Four 10,000uF capacitors are used for each channel- that’s right, not four in total, but four per side!Unsurprisingly, there’s little room for the preamp amongst all this big-hitting electronic componentry, so its main board is mounted inside theunit’s front panel, with the ALPS Black volume control sandwiched between the two channels on the power board. Just for good measure, the pre-amp also has its own toroidal PSU about the size of one found in your average budget integrated amplifier!SOUND QUALITYWith the Monrio hooked up to my reference system, I kicked off my listening session with The Crash Test Dummies’ ‘In the Days of the Caveman’.The MC207immediately lived up to expectations by offering a beautifully broad anddeep soundstage, produced with the effortless ease associated with adecent dual mono designs. Also typical of the best of the breed wasan iron-fisted grip on the music, that should keep even the ‘loosest’ of ‘speakers in check. Yet this bold ‘wall of sound’ didn’t come at the expense of refinement, which is precisely the area in which a number of transistor power houses fall down. Whilst not exactly portraying a liquid, smooth valve-like quality in the treble, it was at least well integrated and free from glare. Cymbals, for example, didn’t splash and fizz as they can do on inferior transistor amplifiers.The MC 207 offered a very engaging and energetic performance indeed.Although different in design, construction and price, the huge soundstage and decent refinement couldn’t help remind me of my old favourite, the NAD C370, but on a larger scale.I would be very surprised if any purchasers of Monrio’s MC207 would be disappointed. Build quality and finish are top notch and it has all the features that most people need – namely a volume control and a handful of inputs. It generally delights and engages the listener with an exceptional vigour rarely found atthis price. What it also successfully manages – which is far more difficultaround this price - is to combine great vigour with decent refinement.If you’ve ever heard a NAD C370 then you’ll know what I mean. If youthink of this amplifier, but with a still more polished presentation, thenyou’ll get the idea. Where the Monrio is weak, its faults are forgivable, where it isstrong, it is sublime. Heartily recommended. 
 
Dominic Todd 
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By Videohifi: 
Monrio è una piccola Casa di Piacenza attiva ormai da anni che ha legato il proprio nome a una serie di elettroniche di pregio. Attualmente il catalogo spazia dagli integrati stereo ai pre phono ai convertitori, con aggiunta di amplificatori finali a uno, due, tre e cinque canali mentre sono in arrivo un altro convertitore, un lettore integrato e un pre a valvole. Di tutto questo è stato già provato su Videohifi l'integrato da 55+55W Asty, e come curiosità aggiungerò che non esiste alcun Signor Monrio dato che il titolare si chiama Giovanni Gazzola; la versione più accreditata sul nome vuole che esso sia ispirato a Marylin Monroe.  
Oggetto di questa prova è l'integrato stereo della Casa da 85+85 W e 1.500 Euro di prezzo che si presenta nella combattuta arena degli amplificatori ben suonanti di prezzo umano, gettando il proprio guanto di sfida a più che blasonati concorrenti.  
L'MC 207 è disponibile solo in color alluminio ma in due versioni distinte dalla presenza del telecomando; la differenza è di 220 Euro (1.500 contro 1.720) che ovviamente non servono tanto a pagare il controllo a distanza in senso proprio quanto l'unità di ricezione dell'infrarosso a bordo dell'amplificatore e il potenziometro motorizzato con relativa alimentazione. L'esemplare in prova era la versione a comando manuale.  
Ottima lavorazione dell'alluminio e grafica sofisticata per il frontale  
La macchina  
L'imballo dell'MC 207 è nella media e riuscirà a proteggere bene l'apparecchio dagli urti se traslocherete. Aprendo il cartone troviamo un manuale dalla forma grafica essenziale ma molto esauriente e ben strutturato che fornisce anche alcune indicazioni utili per i meno esperti come quella di tenere lontani i cavi d'alimentazione da quelli di segnale. Il mio esemplare dev'essere destinato all'esportazione perché il manuale è in Inglese, ma devo dire che è ben scritto e non alla “Du gust is megl che uan” come mi è spesso capitato di vedere per prodotti nostrani. Anche questo denota cura e rispetto per il cliente, in questo caso straniero (Monrio esporta molto in mercati selettivi come Gran Bretagna e Giappone). Il cordone d'alimentazione fornito a corredo è un buon pezzo con una spina IEC particolarmente valida, mentre la spina dal lato muro è buona ma nell'esemplare in prova è un po' piccola (una 10A, la “italiana passo stretto”).  
In virtù dello spessore contenuto L'MC 207 si riesce ad afferrare bene anche da caldo. E scalda parecchio, ad indicare forse una polarizzazione nobile nei primi watt, comunque i cinque centimetri di rispetto sopra e di lato raccomandati dal costruttore sono secondo me un po' pochi, mi terrei più largo. La pulizia del design e le dimensioni contenute ne rendono facile il collocamento in ambiente, e secondo il mio personale gusto ancor più in arredamenti antichi come elemento di rottura che in quelli moderni in cui si trova comunque a proprio agio. Questo compatto amplificatore Monrio non presenta superfici taglienti o acuminate o pezzi che si stacchino facilmente, la vaschetta IEC ritiene con decisione la spina del cordone d'alimentazione, i morsetti sono ben coperti e la griglia superiore sufficientemente stretta sicché neppure appassionati sbadati, bambini curiosi o animali intraprendenti riusciranno a cacciarsi nei guai, a meno di inserire una lama attraverso le griglie d'aerazione. All'accensione un relè ritarda il collegamento delle sezioni di potenza mentre la macchina da spenta rimane in stand – by come segnalato da apposita spia. Considerato che va in temperatura nel tempo d'un paio di tracce di CD io ho sempre staccato la spina, anche se così facendo la macchina perde la memoria dell'ultimo ingresso selezionato.  
Il sito Internet della Casa è graficamente accattivante, completo quanto basta e molto ben presidiato: senza qualificarmi come redattore d'una rivista ho inviato un messaggio in posta elettronica con un paio di domande la sera tardi e per ora di pranzo del giorno seguente avevo già ricevuto una cortese ed esaustiva risposta. Chi ha pratica di rapporti con i servizi clienti di aziende sa che una tale sollecitudine non costituisce affatto la norma, anzi.  
In primo piano gli ottimi connettori di potenza; la prima coppia di pin jack RCA è quella del Direct 
Costruzione  
La macchina gode di una linea molto valida, è piatta ed ampia e realizzata con metalli di spessore notevole compreso il coperchio mentre il frontale è un pannello d'alluminio da un centimetro. Di alto livello lavorazione, dettagli e serigrafie; la manopola del volume è anch'essa in alluminio ricavata dal pieno e i pulsanti sono alloggiati ciascuno in una scalfatura arrotondata e provvisti di led. Una realizzazione veramente di pregio che se eseguita con la precisione di questi esemplari è anche molto costosa.  
L'MC 207 dispone di quattro ingressi linea, un Tape e il Direct. Al centro la bella manopola del volume che si muove lungo una singolare e raffinata scala a numeri romani con tanto di XII sopra, dotata però di una tacca non troppo visibile dal punto di ascolto. L'utilizzo è reso molto confortevole dalla presenza dei led, dalla spaziatura fra i comandi, dalle scalfature che fanno da invito alle dita e dalla misura abbondante della manopola del volume. Questo anche quando non si ha familiarità con l'apparecchio o non si riesce a vederlo bene perché è posto in basso o perché la sala è in penombra.  
La robustezza e il dimensionamento generoso di tutti i componenti danno nel complesso quella rassicurante sensazione di bello e ben costruito che ci solleva dalle economie intelligenti ma plasticose dei quaresimali amplificatori minimalisti, amici Inglesi in testa. Personalmente infatti non sono mai riuscito a concepire questo hobby come una specie di espiazione che condannerebbe gli appassionati a spiegare agli amici rimasti con la manopola del volume in mano che il risparmio su quella rotellina di plastica ha permesso di investire di più sui condensatori.  
Ottimo il pannello posteriore che offre una solida battuta all'inserimento di spine e connettori. Tutti gli RCA sono begli esemplari dorati con isolante di pregio montati forse un po' troppo vicini fra loro, mentre i morsetti d'uscita accettano cavo senza terminazioni, forcelle e banane; ce n'è una sola coppia che per me basta e avanza e che si fa notare per qualità e precisione di funzionamento.  
Mi spiace per l'assenza di una presa cuffia, peraltro Monrio non fabbrica un proprio amplificatore dedicato a questo uso, e mi spiace moltissimo per l'impossibilità di ottenere un ingresso phono anche opzionale mentre per il più piccolo Asty è disponibile una scheda interna MM a 100 Euro. Credo però che la disposizione interna dei componenti dell'MC 207 ponga un vincolo difficile da superare. Si può sempre acquistare il pre phono della Casa ADN-N che è un vero cavallo di razza, ma pur mantenendo i vantaggi del giocare in casa si perdono le economie dell'unità singola: sono infatti necessari altri 380 Euro che insieme alla maggiorazione per il telecomando portano il sistema “full optional” a 2.100 Euro totali di listino.  
La macchina piacentina è invece dotata di un prezioso ingresso “Direct”, che accetta il segnale preamplificato da una macchina HT rispettandone il livello (volume). Si tratta di una caratteristica molto qualificante che può essere decisiva per quegli appassionati che si dividono fra cinema e musica: esso permette infatti di integrare impianto HT e impianto HiFi utilizzando la medesima coppia di casse come frontali senza commutazioni e senza scomode e approssimative doppie regolazioni di volume. Inoltre, tornando ai nostri ragionamenti sui prezzi, la presenza del Direct permette di acquistare una macchina HT “solo pre” e soltanto tre moduli aggiuntivi di amplificazione, addirittura uno solo se avete già in casa un secondo ampli stereo da destinare ai canali posteriori.  
Una bella panoramica dell'interno dell'MC207, che mostra la costruzione dual mono  
Sotto al cofano 
La costruzione è pulitissima, una vera dual mono distribuita su due schede con la più grande che occupa la sezione posteriore della macchina e ospita alimentazione e sezione finale mentre l'altra si trova a ridosso del pannello frontale ed è dedicata alla sezione pre secondo una disposizione mutuata dalle macchine HT. Sulle schede una parata di componenti di qualità: 
• potenziometro ALPS serie nera montato direttamente sulla scheda per azzerarne il cablaggio e accoppiato alla manopola del volume tramite albero di trasmissione in metallo; • dodici transistor ad alta corrente per uso audio;• otto condensatori elettrolitici da ben 10.000 m F l'uno; • due trasformatori d'alimentazione toroidali da 200 VA; • un terzo trasformatore per i servizi, di minor stazza ma che francamente potrebbe da solo servire l'alimentazione in molte realizzazioni di medio livello;• relais degli ingressi in argento a sigillatura ermetica con contatti dorati. Nella norma la quantità di cablaggio, comunque ben curato.  
Le dimensioni sono compatte, il peso ( 11 Kg .) e le prestazioni musicali sono invece ben sviluppati  
Suono  
Questo MC 207 suona bene e suona bene per davvero, non soltanto per quel che costa. A questi livelli più che di punti di forza e di debolezza è meglio parlare di impostazione del suono: il Monrio è contraddistinto anzitutto da una scena veramente bella. Ampia, profonda e alta con un'ottima capacità di andare oltre i diffusori di lato e oltre la parete frontale in profondità, ma sempre aderente alla realtà. Un palcoscenico profondo un metro viene riprodotto con la profondità di un metro esatto ma con una scansione perfetta della distanza fra l'esecutore che si trova un piede più avanti rispetto a quello che si trova dietro o un metro di lato; la panoramica dell'orchestra è imponente ma ogni esecutore è in una specifica posizione che mantiene per tutta l'opera (per valutare la capacità di localizzazione del vostro impianto divertitevi a suonare con i canali invertiti qualche disco che conoscete bene).  
Le otto capacità e i due trasformatori si fanno sentire nei passaggi dinamici e quando è necessario erogare corrente: l'MC 207 non si tira certo indietro se c'è da dare manetta e gli ottanta watt di targa ci sono tutti e direi anche di più a giudicare da come suonano le mie Acoustic Research note per avere la stessa sensibilità di un capitello.  
La resa dinamica è ottima sia a livello micro che macro lungo tutta la gamma, con attacchi e decadimenti nei transienti senza esitazioni ma mai troppo “secchi”.  
Molto buona la timbrica, i medi ritornano delle voci umane armoniose ma ben scolpite mentre gli acuti sono luminosi e ricchi di armoniche; con le voci femminili ho riscontrato in qualche passaggio delle sibilanti appena un po' troppo in evidenza. Il basso scende molto con una linearità che infonde fiducia, lo trovo tuttavia un po' troppo rigoroso e controllato, l'energia c'è tutta e la rifinitura anche ma è come se i toni gravi fossero più riservati dei prorompenti fratelli medi e acuti.  
Il controllo sul basso e le doti dinamiche ne fanno una macchina di gran ritmo.  
La capacità di analisi che non diventa mai radiografia mi ha permesso di ascoltare le differenze fra le riprese del contrabbasso di Chambers nelle due diverse registrazioni di Flamenco Sketches di Miles Davis divertendomi e non procedendo a un'autopsia della musica. Vista la presenza del mai troppo auspicato ingresso “Direct” non mi sono fatto mancare una prova con colonne sonore HT 5.1 dove è venuta fuori quella grinta nei bassi che con la musica risultava dissimulata rispetto ai registri superiori; nell'amplificazione del canale centrale (lavoro che per ovvi motivi esso comunque non svolgerà essendo destinato a pilotare le casse frontali) il Monrio ha restituito delle voci particolarmente naturali.  
Conclusioni  
Io sono sempre più convinto del fatto che oggi nessuno metta in circolazione apparecchi che suonano veramente male. Nel gran numero di proposte valide si devono poi individuare quelle davvero rimarchevoli, e poi cercare ancora quel qualcosa in più utilizzandole al loro meglio. L'MC 207 suona molto bene e non sbaglia nulla, pertanto farà bella figura in qualsiasi utilizzo e vi consentirà una facile integrazione con l'impianto HT.  
Per dettaglio e timbro lo vedo in casa di appassionati, magari di suonatori dilettanti o professionisti, sensibili alla tecnica delle proprie o altrui esecuzioni. La potenza e la capacità di mantenere la scena e la definizione dei singoli strumenti anche nei pieni orchestrali lo rendono molto consigliato per l'orchestra.  
Ancora, il controllo del medio – basso ne fa secondo me un partner d'eccezione per molti di quei mini diffusori di pregio che tendono ad essere un po' lunghi proprio in quell'area per dissimulare il ripido roll-off sottostante, ottenendo impianti che con la quasi - puntiformità dell'altoparlante unita alle doti timbriche e sceniche del Monrio possono arrivare a vette assolute di realismo. Ma queste sono soltanto alcune indicazioni specifiche, come tutte le macchine ben equilibrate potrà dare al suo proprietario grandi soddisfazioni in diversi ruoli purché non commettiate l'errore di limitarlo con partner economici, perché il suo suono economico non è.  
Costruzione, estetica, suono, prezzo: per me l'MC 207 è promosso a pieni voti.  
 
 
By TNT: 
This is not the first time we review a Monrio component. Indeed, we reviewed their entry-level integrated amp, the Asty, back in 2001. This MC 207 under test is Asty's bigger brother, the latest evolution of the former MC 20x series. First came the 202, then the 200 and 205 and finally this 207.  
Description & tech specs 
The Monrio MC 207 is a solid-state fully dual-mono integrated amplifier, spec'd for 80 watt per channel on 8 Ohm, 135 watt on 4 Ohm. The dual-mono concept has been applied down to its extreme consequences as it starts right from the power supply section. Indeed, this makes use of two 200 VA toroidal transformers and 4 x 2 sets of caps for a total of 80,000 uF while a third (!!!), smaller, toroidal transformer is used for "services".The MC207 has 5 line inputs (no phono, TAPE IN included) + a TAPE OUT output. Also available is a DIRECT input, which is a standard "main in" i.e. a direct access to the power stage. This way the MC 207 can be used as a pure and simple power amp, for example in multichannel applications or with a better preamp for a step-by-step upgrade.Input selection is assisted by servo-controlled relays, activated by the input selection keyboard in the front panel. Small, red leds indicate which input has been selected.After power on the amplifier enters a stand-by mode. One curious aspect is the volume knob, which reports Roman numbering: e.g. 12 o'clock position reads as XII.The front panel is a classic aluminium fascia while the rest of the cabinet is plain black. Aesthetically, the MC 207 appears unobtrusive and living-room friendly.The rear panel hosts gold plated RCA inputs and gold plated loudspeaker binding posts. An IEC-standard mains inlet is also supplied.These are the claimed tech specs:  
  • Output power: 85 watt/channel @ 8 Ohm - 135 watt/channel @ 4 Ohm  
  • THD: 0.03% (@ 1 kHz, 70 watt, 8 ohm)  
  • Frequency response: 10-100 kHz ± 0.01 dB/8 ohm  
  • Input impedance: 20 kOhm  
  • Input sensitivity: 380 mV for 75 watt/8 ohm  
  • Signal/noise ratio: 84 dB unweighted  
  • Weight: 11 kg  
  • Size: 430 (W) x 80 (H) x 310 (D) (mm)  
  • The Monrio MC 207 has been tested for 3 months with different loudspeakers, cables and sources.  
     
     
    Big Calm 
    This amplifier has been designed with a precise goal in mind: to make an amp with excellent driving capabilities at an affordable price. If this brings you memories of small, entry-level integrated amps on steroids, so popular during the Eighties, well, think again. Nothing, of the sound of this amp, can be related to those amps.One may expect a rough and rude musical presentation with overblown bass but the MC 207 is nowhere near to that. Quite the contrary, it sounds lively without being aggressive or harsh. It possesses a slight tendency to sound "open", still with deep and controlled bass.Sparkly is - perhaps - the best adjective that can characterize the sound of this unit. It doesn't impress the listener, though. It does nothing to draw one's attention towards its performance as it prefers to conquer the listener with grace, in the long run.The openness of the mid-high range graces voices with a touch of "presence" that is welcomed most of the times. Actually, on certain overbright recordings, sibilants may appear as slightly remarked, especially with female voices. It is NOT something added (read: distortion) by the amplifier, it is rather a way to underline some aspect of the recording.For example, in "Rosemary Plexiglas" (Scisma - 1997 EMI Music - 7243 8 21097 2 3), Sara Mazo's voice is affected by sibilants and the MC 207 does nothing to hide them (quite the contrary, indeed). Anyway, sibilants DO exist in nature, it is a typical audiophile paranoia the will to hide or tame them. It is true that sometimes sibilants are associated with distortion but this is NOT the case.This peculariar attitude also helps giving percussions and cymbals a touch of extra vividness. Their harmonic content is always preserved, though. So, if you were thinking of a "tizz-tizz" kind of sound...you're dead wrong :-)Moreover, dark and shut-in recordings or HiFi systems can benefit from the "spark" offered by this amplifier. For this reason, on certain recordings and HiFi chains, this peculiar tonal balance can easily end up as "too much of a good thing".  
    What about the mid-bass and the bass range, then? Considering the attitude to sound open and sometimes bright, this amp could have been "thin" if it came without a decent bass "support". Luckly, you still get all the bass you need and then some. In the bass range, the MC 207 is a savvy mix of control and power, depth and smoothness. The bass lines are articulated and coherent, even when the amp is under pressure. Only the first octave seems to lack some articulation. With highly demanding (bass-wise) musical programs (Morcheeba, Massive Attack, Rage against the machine...) the Monrio MC 207 retains control and drive, even with the toughest loads.For this reason, the overall performance of the amplifier is quite satisfying. The tonal balance, while exhibiting a slight "tilt" in the highs, is still natural and enjoyable. Most of the times, one tends to forget it so to concentrate on Music alone. For what should be a "wire with gain" this is one of the best things one can say.  
    That said, you may ask: what if this amp has to reproduce clearly "wrong" records, with overbright mid-high range and compressed dynamics? Would it become a savage beast, a torture for my ears?Just the time to grab "Be here Now" (Oasis - 1997 Sony Music - 488187-2) and there I am, listening to one of the worst recordings of my collection...No, the album is - musically - pure gold but the quality of the recording is near zero. Or sub zero.To make things even harder, I decide to plug a pair of Merlin TSM-MM monitors to the Monrio. These speakers - soon a listening test here on TNT-Audio - are utterly transparent: they can reveal any small detail that reaches their binding posts. No forgiving gear, I admit.Well, against all odds, the Monrio-Merlin combo reproduces Oasis's guitars in a still bearable way, despite the fact I was ready to wear protective earpads :-)This means the amp can sound open without being harsh or rough...and that it can reproduce almost anything with class.  
    Dynamics 
    The beefy PSU matched with the dual-mono architecture make this amp a fearless current generator. I've tried anything I could to make it suffer but to no avail. It drives any load with ease, always sounding pacey and dynamic. Only if compared with better (--> more expensive) amplifiers one may wish more speed, especially on attacks and decays.For example, a Naim NAP 250 power amp is faster and pacier, but have in mind the price tag and the fact Naim amps excell in terms of speed and timing. Actually, the MC 207 reveals once again its character: mature, controlled and discreet.Violent, impulsive current requests, such as drums in Rage against the machine's first album or low-frequency synth attacks on Massive Attack's "Blue lines", are handled with ease by the Monrio.Even with highly demanding orchestral works the MC 207 performs quite well, for example when dancing among Respighi's "Pini di Roma" or swimming into the "Fontane di Roma" (Telarc ed.). Brasses and triangles shine with their typical metallic nature, even under high power drains.This amplifier is capable to handle large orchestras as well as small ensambles. It does nothing to impress, but it gets the job done, quite easily. It performs very well in the microdynamics department, as well, thanks to the introspective character of its mid and high range.  
    3D image and soundstage 
    This Monrio MC 207 exhibits a realistic soundstage, with proper and geometrically correct 3D information. Width, height and depth blend very well together. Thanks to the peculiar tonal balance, the whole stage is graced with a bright light: singers and players appear clearly focused and stable in it. I was ready for a rather "forward" stage presentation but the performance of the MC 207 surprised me a litle bit. There's depth, air and "life" surrounding the elements of the 3D scene.Well, it is NOT the "big" sound you can get from "big" amplifiers but one shouldn't forget we're talking of a 1500 Euro integrated amplifier, entirely hand-built in Italy (and not in China ;-)).After all, there still exist hierarchies in HiFi: normally, bigger and more expensive amplifiers sound better than less expensive ones. Yes, there are exceptions...but the Monrio isn't one of these.  
    Some advice 
    As for "warm-up" I'd say 30 minutes are sufficient to get the best out of this amp. Even right from the start, the MC 207 doesn't sound bad: after all, it remains in stand-by mode! As for loudspeakers matching, feel free to connect ANY load, the MC 207 won't be in trouble even with impedances as low as 2 ohm (minimum). The only speakers I'd avoid are bright-sounding ones as the match can become ear-fatiguing in the long run. I'd strongly recommend dark and shut-in loudspeakers: the Monrio MC 207 could add a spark of life to their sound.  
    Complaints 
     
    Manufacturing and finish. This unit is nicely built and adequately finished, given the price tag. The top cover is a bit resonant, perhaps some damping treatment should be planned. The quality of the RCA inputs is low as the very same females can be found on extremely entry-level gear. Furthermore, they are placed between the speakers binding posts (see pic), because of the dual-mono architecture. In some cases this uncommon reciprocal position may lead to annoying intersections and overlaps between interconnects and speakers cables (not good).From a purely functional point of view the unit works well, the input switches are solid and reliable. Aestethically, the MC 207 appears as it sounds: discreet, mature and unobtrusive. Personally, I dislike the alu-silver fascia matched to a black cabinet. Stock feet are the ubiquitous hard rubber half-spheres.  
    Sound. Living with the MC 207 is an easy task. In my personal "wish list" I read: a better articulated first octave, a softer higher end and a warmer balance. Don't get me wrong: your mileage may vary, these are just my personal preferences. The sound of this unit is never thin or esile. Quite the contrary, this amp sounds always solid and consistent.  
    Conclusions 
    The Monrio MC 207 is an integrated amplifier designed and built having a serious and mature audiophile in mind. No audiophilia-nervosa sufferers, no upgraditis-addicts, thanks. It gets the job done with a purely no-frills approach. It drives anything, it plays anything and it does all that rigorously, without excesses.In my opinion, it could be the ideal amp from anyone who doesn't want to spend an arm and a leg for listening to his favourite Music and for anyone wishing to buy something meant to "last".No tweaks, no upgrades, no frills...just Music. 
    barelongpaperino 
     
    Prova Exposure -MonrioMC207 
    Ad un raffronto diretto e' emersa evidente la capacita' del Monrio ad un suono piu' dolce senza perdere minimamente definizione. Quel suono che garantisce di ridurre la fatica d'ascolto pur mantenendo una aggressivita', dove necessario, maggiore di quella degli amplificatori a valvole.Decisamente migliore nel Monrio la gestione delle basse frequenze ben dettagliate e frenate.Conferma quindi la qualita' di essere un amplificatore a transistor dal suono valvolare,ed il migliore tra questi. 
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